… Macchie, scrostature, cretti, muffe, escrescenze, graffi: segni tracciati dal caso, microcosmi materici emersi da un muro, da un marciapiede, da una corteccia. Superfici indagate con scrupolo quasi millimetrico per rintracciare la scrittura del tempo, isolarla dal contesto, ricondurla entro i confini certi dell’immagine. Al pari della pittura, dunque, la fotografia è in grado di restituire tutta la carica esistenziale e simbolica della materia, che è messa a nudo, esibita nella sua scabra verità, recuperata quale antica reliquia. Materia che è anche colore, groviglio formale, energia di contrasti che un’attenta regia dello sguardo ha saputo rivelare…

Daniela Pronestì

 

 

 

 

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